Roma arcobaleno: la città in piazza contro l’omolesbobitransfobia

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Roma si prepara a una settimana di iniziative diffuse in tutti i Municipi in occasione del 17 maggio, Giornata Internazionale contro l’Omolesbobitransfobia (IDAHOBIT), ricorrenza riconosciuta a livello globale e dedicata alla promozione dei diritti delle persone LGBTQIA+ e al contrasto di ogni forma di discriminazione.

Quest’anno la città risponde con un programma capillare che attraversa l’intero territorio: quindici municipi coinvolti e decine di appuntamenti dal 6 al 22 maggio, organizzati con il patrocinio di Roma Capitale e il contributo di associazioni, collettivi, biblioteche e consultori. Una mobilitazione corale che trasforma la Capitale in un laboratorio diffuso di diritti civili.

Nel programma “Roma Ascolta Roma Lgbt+ 2026” un ruolo centrale è affidato agli sportelli LGBT+, attivi in tutti i Municipi e considerati presidi fondamentali di ascolto e di promozione di una cultura dell’accoglienza. Marilena Grassadonia, Coordinatrice delle Politiche per i Diritti Lgbt+, ha sottolineato come, a dieci anni dalla legge sulle Unioni Civili, l’Amministrazione continui a impegnarsi con responsabilità a ogni livello.

Una ricorrenza globale: perché il 17 maggio è una data simbolo

Il 17 maggio rappresenta una tappa fondamentale nella storia dei diritti LGBTQIA+: nel 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, segnando l’avvio di un nuovo percorso di riconoscimento e tutela.

Da allora la giornata è diventata un appuntamento internazionale dedicato a denunciare discriminazioni ancora diffuse, promuovere politiche inclusive, sostenere le comunità LGBTQIA+ e sensibilizzare la cittadinanza attraverso cultura, educazione e testimonianze. Oggi IDAHOBIT è celebrata in oltre 130 Paesi. In Italia la ricorrenza è riconosciuta a livello istituzionale e Roma, negli ultimi anni, ha rafforzato il proprio impegno con iniziative coordinate e diffuse.

Una festa per tutte le famiglie

Il cuore del 17 maggio sarà a Piazza San Cosimato, nel quartiere Trastevere, dove dalle 10.30 l’Associazione Famiglie Arcobaleno organizza la Festa delle Famiglie – Insieme si fa la strada e la lotta. Una giornata dedicata alle famiglie “di ogni forma e colore”, con la partecipazione di Marilena Grassadonia e di numerose realtà associative del territorio, da Genderlens a T Genus, da Agedo a Piccolo America.

L’appuntamento non è soltanto una celebrazione, ma un gesto politico di visibilità. In un Paese in cui le famiglie arcobaleno vivono ancora in un limbo giuridico, scendere in piazza con bambine, bambini, genitori e nonni diventa un atto che chiede riconoscimento.

Municipi protagonisti: panchine arcobaleno, incontri, performance, cultura

Il programma municipale racconta una città che sceglie di essere presente in ogni quartiere.

Tra gli appuntamenti più significativi, il dibattito sui gender e queer studies organizzato il 18 maggio dal Progetto GenərAct: un confronto tra ricercatori e studentesse trans e queer dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Università di Buenos Aires, per un dialogo orizzontale sull’identità accademica e sulla risignificazione degli spazi del sapere.

Nel Municipio III, il 15 maggio, un evento curato dall’Associazione Di Gay Project rende omaggio a Edda Billi, figura storica dell’attivismo lesbico romano recentemente scomparsa, attraverso testimonianze, letture e videoproiezioni.

Panchine come simboli

Tra i segni più riconoscibili di questa edizione ci sono le panchine arcobaleno: oggetti quotidiani trasformati in simboli permanenti di inclusione. Tre le inaugurazioni previste — a Villa Sciarra nel Municipio I, all’ingresso del Municipio XIII in Via Aurelia e in Via Cassia nel Municipio XV — tutte dipinte con i colori della Progress Pride Flag, che oggi rappresenta la pluralità delle soggettività LGBTQIA+.

La scelta di collocarle in luoghi pubblici e istituzionali è dichiaratamente politica: trasformare lo spazio comune in un luogo in cui nessuno si senta escluso, con un segno stabile e non effimero.

Biblioteche, consultori e scuole

La capillarità del programma emerge anche dalla varietà delle sedi coinvolte: biblioteche di quartiere, consultori familiari, gruppi appartamento per minori, circoli ARCI. Il Sistema delle Biblioteche di Roma partecipa con più sessioni del Toolkit Tante Famiglie, strumento educativo dell’Associazione Famiglie Arcobaleno, ospitate nelle biblioteche Joyce Lussu, Flaminia e Laurentina.

Nel Municipio XIII, il 19 maggio, il Consultorio Silveri apre in via straordinaria lo “Spazio Giovani”, dedicato all’orientamento socio-sanitario degli adolescenti. Nel Municipio XV, lo sportello LGBT+ porta il proprio lavoro direttamente nelle case famiglia e nelle strutture di semiautonomia, grazie a un evento curato dall’Associazione CIRSES.

Una città che ascolta: il valore politico e sociale del programma

Il programma 2026 restituisce l’immagine di una Roma capillare, partecipata e intersezionale.

Il messaggio che emerge è quello di un tessuto civile che non si rassegna: associazioni, municipalità, biblioteche e consultori lavorano insieme per affermare un principio ancora necessario da ribadire, quello del diritto di ogni persona a esistere liberamente, senza nascondersi e senza paura.

La strada è ancora lunga. Ma oggi, in quindici quartieri di Roma, qualcuno la percorre.

Tutto il programma con i dettagli degli eventi.


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