Dal selfie alla Chirurgia Plastica….io mi fotografo tutto!

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Dal nuovo flirt al food, dal cane all’auto…

io mi fotografo tutto!

 Dal selfie alla chirurgia plastica

Dai piatti al ristorante, ai paesaggi, dai cani agli amici durante una allegra serata, è il fotografarsi che crea dipendenza, molti non possono fare a meno d’immortalarsi, ovunque vadano e in qualsiasi attività siano impegnati. Ma la cosa ancora più preoccupante è che proprio i selfie diventano spesso la molla che spinge a recarsi dal chirurgo plastico. Secondo un recente studio realizzato dalla Sicpre, Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, sempre più spesso il ritocco è conseguente a un selfie giudicato non soddisfacente. Nell’83 per cento dei casi il cosiddetto “paziente da selfie” è una donna insoddisfatta e insicura, a disagio con il proprio naso e le prime rughe.

Normalmente, prima dell’uso dilagante dei cellulari, che, in pratica, fanno tutto, le foto servivano per trattenere un ricordo, le nozze, la nascita, un amore, le ricorrenze e venivano messe in bella mostra sulla credenza di casa. Ma si facevano anche gli album, diciamo un work in progress, alla nascita di un bambino per segnare date, crescita, il primo dentino, l’asilo, la scuola, e via via……oggi, invece, la macchina fotografica è pressoché scomparsa, è solo in mano ai fotografi professionisti e tutti fotografano…… è diventato un fenomeno dilagante, quello del selfie. Ma anche pericoloso. L’immagine che ci da un selfie va considerata con ironia, come un gioco. In qualche caso quindi, una chiacchierata con lo psicologo aiuta a comprendere e ponderare meglio la scelta che si vuole intraprendere.

Sono interventi “estetici” che aiutano i pazienti a tornare in forma, come afferma il(<ahref=”http://www.simonenapoli.it/”>Dr. Simone Napoli</a>,) sia fisica che psichica in breve tempo ma pur tuttavia si tratta di interventi chirurgici con le loro implicazioni in termini di tecnica chirurgica, di anestesia, di complicanze precoci e tardive, di tempi di recupero, di sfaccettature psicologiche spesso sottovalutate.

Quando si decide di ricorrere ad un intervento di chirurgia plastica estetica è fondamentale che tra paziente e chirurgo si stabilisca un rapporto empatico e di fiducia. Indispensabile e preliminare è il colloquio durante il quale si procede ad un’accurata raccolta della storia clinica (precedenti interventi, eventuali allergie a farmaci, presenza di malattie) per poi passare ad una visita generale con particolare attenzione al difetto da correggere o migliorare.

E’ importante, una volta posta l’indicazione all’intervento, una pianificazione dello stesso: spiegare i benefici ma anche gli svantaggi, la localizzazione delle cicatrici e la loro possibile evoluzione. Ricordare sempre alle pazienti che noi siamo chirurghi plastici dotati di bisturi, non “un mago con bacchetta magica”.

E non dimenticare la sfera psicologica: il cambiamento è radicale e per sempre. Non si può tornare indietro. Non si può togliere e mettere a piacimento!

Inutile recarsi dal chirurgo con le foto di soubrette e attrici famose pretendendo lo stesso risultato. Non si fanno “miracoli”, ognuno di noi ha un fisico diverso da quello di un’altra persona, con una miriade di reazione biochimiche e biofisiche a qualsiasi tipo di “insulto” differenti dagli altri e l’andamento di un intervento ed il risultato estetico finale dipendono anche da questo oltre che dalla tecnica e dalla bravura del chirurgo.

Crediti ph: Mariano Marcetti

Le Sedi: Dr Simone Napoli

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