Crisi d’impresa: una molla carica, dagli effetti imprevedibili, il monitoraggio delle crisi necessita una moratoria.

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Le associazioni dei commercialisti ritengono che esiste la evidente necessità di procedere con urgenza ad una moratoria o meglio ad una modifica del sistema di segnalazioni per l’anticipata emersione della crisi d’impresa prevista dal D.Lgsn.14/2019, come modificato dal D.L.gs.n.83/2022: questo perché gli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza, attualmente in vigore, sono stati individuati tenuto conto di un inadempimento che si manifesta in una situazione economico/finanziaria equilibrata.
Il Paese sta vivendo la crisi internazionale e non ci troviamo assolutamente in una situazione di equilibrio finanziario, economico e monetario.
I provvedimenti emergenziali, adottati durante la pandemia, hanno di fatto rallentato l’iter delle dichiarazioni di liquidazione giudiziale (ciò che abbiamo sempre conosciuto come fallimento); finito l’effetto analgesico dei provvedimenti straordinari, il numero delle procedure concorsuali è destinato a crescere ben oltre la media degli ultimi anni e all’orizzonte si profila sempre più lo spettro di una recessione indotta dagli accadimenti internazionali. In sintesi: si registra la fine degli incentivi statali, la crescente inflazione, la scarsità delle materie prime e non ultima la speculazione e l’aumento dei tassi finanziari.
Una combinazione di fattori che, sommato alla molla ben carica appena descritta, lascia
purtroppo presagire l’arrivo di un’onda anomala dalle conseguenze imprevedibili, se non vi
saranno interventi pianificati e programmati per evitare alle imprese la chiusura con dissesto.
Non dimentichiamo, ad esempio, che la garanzia rilasciata da Mediocredito Centrale per
l’erogazione di finanziamenti in epoca Covid19- si traduce in un impegno che grava su molte imprese e di conseguenza sul Paese.
Il concreto rischio, in assenza di un intervento tempestivo da parte del Legislatore, è la
inevitabile corsa verso il dissesto irreversibile di migliaia di imprese condannate ad una
procedura di insolvenza perché non aventi i requisiti necessari o meglio la possibilità (anche
finanziaria) di accedere a procedure alternative: tutto ciò avrà un effetto di contagio verso i
creditori in bonis che non devono essere a loro volta travolti. Il sistema Paese, con l’ausilio
delle Professioni, deve pertanto consentire il salvataggio delle imprese che si trovano in
temporanea difficoltà ad adempiere.
I commercialisti sono disponibili a mettere in campo le proprie competenze al fine di
monitorare gli inadempimenti delle imprese derivanti dalla congiuntura nazionale ed
internazionale, il tutto con la finalità di concedere una alternativa in continuità anziché un
arresto dell’attività produttiva con conseguente perdita di posti di lavoro.
Facili profeti nel presagire una crisi generalizzata del mercato italiano chiediamo una
moratoria del sistema delle segnalazioni per l’emersione della crisi al fine di consentire, nel
contempo, l’organizzazione di una cabina di regia utile per monitorare gli inadempimenti
verso l’Amministrazione finanziaria, i fornitori, il sistema bancario, inadempimenti la cui
gestione deve essere inserita in un percorso di soluzione preventivamente concertata con gli organi sociali senza determinare automaticamente la conversione in procedura liquidatoria e la segnalazione all’autorità giudiziaria (ovviamente in assenza di reati).

Presidente ADC Maria Pia Nucera
Presidente AIDC Andrea Ferrari
Presidente ANC Marco Cuchel
Presidente ANDOC Amelia Luca
Presidente FIDDOC Fabiana Di Lauro
Presidente UNAGRACO Giuseppe Diretto
Presidente SIC Stefano Sfrappa
Presidente UNGDCEC Matteo De Lise
Presidente UNICO Domenico Posc

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