CORONAVIRUS. ACER ROMA: SUBITO MENO BUROCRAZIA E SOSTEGNO A FAMIGLIE “NECESSARIA CHIAREZZA SU PIANO PAESISTICO LAZIO, RICORSO MIBACT GRAVE”

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Roma, 10 apr. – Il ricorso “molto grave” che il ministero dei Beni culturali ha presentato contro la Regione Lazio sul Piano territoriale paesistico, la necessita’ di avere certezze, soprattutto in questo momento, meno burocrazia e sostegno alle famiglie e alle persone per il mantenimento degli impegni contrattuali presi. Sono queste le istanze che i costruttori romani, rappresentati dall’Acer Ance Roma, porteranno oggi sul tavolo della riunione convocata dal Pd Lazio con le forze produttive del territorio.
“La prima cosa che rappresenteremo sara’ il nodo del Ptpr – spiega all’agenzia Dire Nicolo’ Rebecchini, presidente Acer Ance Roma – e’ un fatto molto grave soprattutto in questo periodo, perche’ l’impugnativa da parte di un organo sovraordinato del Piano approvato in Consiglio regionale nei primi giorni dello scorso agosto, e sorprendentemente pubblicato dopo 6 mesi, di fatto ferma l’attivita’ non solo del settore che rappresento, ma di tutto il tessuto imprenditoriale e industriale della regione, a cominciare dagli agricoltori e i balneari, al sistema delle costruzioni e ai forestali, che a questo Piano avevano dedicato studi e sforzi per arrivare a una approvazione dopo 20 anni”.
Rebecchini ricorda infatti che il Ptpr “era stato approvato nel 2007. Oggi ritrovarci con un piano definito ufficialmente a febbraio e dopo un mese e mezzo impugnato, in un momento di crisi esplosiva, vuol dire dimostrare che non siamo all’altezza di far ripartire l’economia del Paese. Probabilmente ci si poteva pensare due volte di piu'”.
Questo, dunque, il primo argomento che Rebecchini portera’ alla discussione. “Ma abbiamo altri due grandi temi: il primo riguarda la necessita’ di una grande politica di sostegno alle famiglie e alle persone, perche’ venga garantita la certezza degli impegni presi, dall’affitto all’acquisto di nuovo case – spiega Rebecchini – perche’ se dietro questa situazione di causa di forza maggiore facciamo morire i rapporti contrattuali, rischiamo uno tsunami sociale pericolosissimo. Quindi – dice ancora – serve un sostegno fortissimo a coloro i quali si sono impegnati”.
Per quanto riguarda il comparto che Acer rappresenta, “e’ chiaro: la richiesta e’ di una riduzione della filiera burocratica interna alla macchina amministrativa, affinche’ quanto prima atterrino sul territorio i fondi gia’ stanziati. Basti pensare che nonostante ci siano dei dirigenti molto validi in Regione, per il cratere di Rieti oggi non sono atterrati non piu’ del 10% di tutti i fondi stanziati. Questo- conclude Rebecchini – e’ insopportabile per tutto il sistema produttivo, non solo per noi, perche’ dietro di noi nel Lazio ci sono circa 200mila addetti diretti piu’ tutto quello che ne viene dalla filiera”.