COMMERCIALISTI: RIFLETTORI ACCESI SULL’ENTRATA IN VIGORE IL PROSSIMO 21 DICEMBRE DELLA DIRETTIVA SULLA RENDICONTAZIONE PAESE PER PAESE

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La direttiva si propone di aumentare la trasparenza delle imprese e il controllo pubblico sull’imposta sul reddito delle società, gli oneri di comunicazione previsti dalla nuova normativa riguarderanno i gruppi multinazionali con un utile consolidato complessivo superiore a 750 milioni di euro

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato l’informativa periodica “Attività Internazionale”, una analisi approfondita sulle misure economiche adottate in ambito europeo ed internazionale per contrastare la pandemia.

La Commissione europea ha presentato nei giorni scorsi il pacchetto d’autunno del semestre europeo basato sulle previsioni economiche d’autunno, che delineano l’economia UE nel delicato passaggio dalla ripresa all’espansione, una fase in cui sarà di fondamentale importanza realizzare le riforme e gli investimenti giusti a preparare una crescita inclusiva, duratura e sostenibile per l’era post-pandemica.

L’analisi annuale della crescita sostenibile di quest’anno presenta un programma ambizioso per il 2022, che vede l’UE allontanarsi dalla gestione della crisi per dirigersi verso una ripresa sostenibile ed equa che rafforzi la resilienza della sua economia. Stabilisce inoltre le modalità che permetteranno una maggiore integrazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza – il fulcro su cui è imperniato Next Generation EU nel nuovo ciclo del semestre europeo. In questo modo saranno garantite sinergie tra questi processi e si eviteranno inutili oneri amministrativi per gli Stati membri. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza con una dotazione di 723,8 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti, svolgerà un ruolo centrale nella costruzione di un’economia resiliente imperniata sull’equità. Mediante l’integrazione delle priorità dell’UE nel dispositivo per la ripresa e la resilienza, il semestre europeo orienterà più efficacemente gli Stati membri nella realizzazione concreta della transizione verde e digitale e nella costruzione di un’economia dell’UE più resiliente.

Ad oggi la Commissione ha avallato 22 piani nazionali di ripresa e resilienza, tutti approvati dal Consiglio. Dall’agosto 2021 sono stati così sbloccati ed erogati prefinanziamenti per 52,3 miliardi di euro a favore di 17 Stati membri. Complessivamente i piani approvati finora dal Consiglio rappresentano 291 miliardi di euro in sovvenzioni e 154 miliardi di euro in prestiti. L’attenzione si concentra ora sull’attuazione dei piani di ripresa in loco

Il Consiglio europeo ha recentemente aggiornato l’elenco dei beni e servizi ai quali sarà possibile applicare aliquote IVA ridotte, l’aggiornamento tiene conto della trasformazione digitale dell’economia e di una serie di altri aspetti, quali il vantaggio per il consumatore finale, l’interesse generale e l’eliminazione graduale degli accordi di preferenza sulle merci nocive per l’ambiente.

L’informativa si sofferma sull’entrata in vigore il prossimo 21 dicembre della Direttiva sulla rendicontazione paese per paese, che si propone di aumentare la trasparenza delle imprese e il controllo pubblico sull’imposta sul reddito delle società, gli oneri di comunicazione previsti dalla nuova normativa riguarderanno i gruppi multinazionali con un utile consolidato complessivo superiore a 750 milioni di euro.

Nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, la Commissione europea ha adottato nuovi orientamenti destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio, uno strumento importante a cui gli Stati membri possono ricorrere per sostenere, in particolare, le start-up innovative e orientate alla crescita, le PMI e alcuni tipi di imprese a media capitalizzazione nelle prime fasi di sviluppo.

Si segnala infine la pubblicazione della versione italiana del documento di Accountancy Europe “3-step sustainability assessment for SMEs”, una check list per la valutazione della sostenibilità per aiutare i commercialisti a supportare le PMI loro clienti nell’elaborazione del proprio profilo di sostenibilità, un primo passo per consentire un passaggio più graduale a modelli di business maggiormente consolidati e duraturi.

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