Cheese 2025: Il Lazio protagonista tra tradizione, biodiversità e futuro sostenibile

- Pubblicità -

Il Lazio si conferma protagonista a Cheese 2025, la più importante manifestazione internazionale dedicata ai formaggi, al latte crudo e alla loro biodiversità, organizzata da Slow Food e Città di Bra, con il supporto della Regione Piemonte e il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e del Ministero del Turismo.

«La partecipazione di Slow Food Lazio a Cheese 2025, nello spazio espositivo istituzionale di Regione Lazio e Arsial, è un’occasione straordinaria per raccontare l’identità agroalimentare della nostra regione» – dichiara Gabriele Milani, presidente di Slow Food Lazio – «Essere presenti con produttori, presìdi e piatti della tradizione significa valorizzare non solo le eccellenze locali, ma anche il lavoro quotidiano di pastori, allevatori e agricoltori che custodiscono la biodiversità».

Il Lazio è un territorio ricco e variegato, dove pianure, coste e montagne convivono in un equilibrio naturale che favorisce una straordinaria biodiversità agroalimentare. Le comunità Slow Food del Lazio, attive nelle cinque province, custodiscono e promuovono questo patrimonio di biodiversità, di pratiche sostenibili, di prodotti tipici e tradizioni secolari.

Durante i quattro giorni della manifestazione, il pubblico ha potuto partecipare a degustazioni, laboratori, show-cooking e incontri, vivendo un viaggio tra sapori autentici e storie di transumanza, casari resistenti, castanicoltori e cuochi dell’Alleanza. Un percorso che ha attraversato montagne, colline, valli, il mare della costa pontina, l’Alto Lazio e il Lago di Nemi.

Tra i protagonisti: il cacio da prati stabili, i Presìdi Slow Food come il cacio di Genazzano, la mosciarella di Capranica Prenestina, la marzolina, il caciofiore della Campagna Romana e dell’Arca del Gusto con il conciato di San Vittore. Sono piccole produzioni artigianali che allevano gli animali al pascolo, preservano razze animali e il patrimonio vegetale dei prati, popolano e rigenerano le aree interne destinate all’abbandono.

Durante la conferenza stampa inaugurale di Cheese 2025, l’intervento di Petrini sulla questione del latte crudo è stato puntuale e cruciale: ha sottolineato che è il momento dell’educazione alimentare, che non si può andare avanti solo per decreti e che il batterio del latte crudo aggredisce anche verdure, carne e pesce crudi. Tutti i cittadini devono essere consapevoli di quello che acquistano e che hanno nel piatto.

Numerose le occasioni di studio e dibattito sul latte crudo all’interno della manifestazione e tra gli eventi degli Slow Food regionali. Nella collettiva del Lazio, durante il laboratorio dei formaggi della Val Comino, Loreto Pacitti di Picinisco (FR) ha presenziato con Andrea Cippitelli e Silvia Faraoni della Fattoria Faraoni di Sutri (VT) alla sessione esperienziale sui formaggi a latte crudo. Andrea e Silvia, presidio Slow Food dei prati stabili e pascoli con il loro pecorino di Sutri, sono anche tra i cinque vincitori del premio Slow Food “Resistenza casearia”.

Il premio, assegnato in occasione di Cheese 2025, è un riconoscimento che dal 2009 Slow Food attribuisce a ogni edizione di Cheese a quei pastori, casari e allevatori che salvaguardano la tradizione e la qualità, continuando testardamente a produrre formaggi e alimenti rispettando naturalità, tradizione e benessere animale anche in situazioni spesso difficili.

Prezioso è stato il contributo dei relatori e dello staff di Slow Food Lazio. Un sentito ringraziamento va alla Regione Lazio e ad Arsial, al direttivo regionale di Slow Food Lazio – in particolare a Ines Innocentini, Gabriella Cinelli, Filippo Benedetti – ai cuochi dell’Alleanza Gioia Ruggeri, Marco Porro; Michele Ruggieri, Antoalla Reteia  e allo staff di cucina  Lorena Primiterra, Roberto Siano, Stefano Paolone, e ai portavoce delle condotte Slow Food: Tivoli e Valle dell’Aniene, Costa della Maremma Laziale Roma Testaccio, Ostiense e Trastevere, Frascati e Terre Tuscolane; alla Comunità Slow Food per l’ecosistema lacustre e agricolo del Lago di Nemi e alla  Rete dei Castanicoltori.

La partecipazione del Lazio a Cheese 2025 è una vetrina di eccellenze, ma anche un impegno futuro fondato su qualità, sostenibilità e identità territoriale, conclude Gabriele Milani, Presidente Slow Food Lazio.

Le aziende nello spazio collettivo istituzionale della Regione Lazio e Arsial a Cheese  2025:

●            BIRRIFICIO CIOCIARO (Veroli, FR)

●            BIOSOLIDALE DISTRIBUZIONE (Guidonia Montecelio, RM)

●            JAS JUICE AND SPARKLING (Roma, Rm)

●            Az. Agricola LA CASCINA DELLE PANTANE DI GIOVANNI PESCI (Vejano, VT)

●            RECCO ENZO SRL (Gaeta, LT)

●            NESLER SS AGRICOLA (Viterbo, VT)

●            L’ISOLA DEL FORMAGGIO (Bracciano, RM)

●            AZIENDA AGR. BENACQUISTA (Campoli Appennino, FR) Presidio Slow Food

●            L’OCA BIANCA (Cave, FR) Presidio Slow food

●            TEODORI FEDERICA (Palombara Sabina, RM)

●            EASTISIDE BREWING srl (Latina, LT)

●            AZ. AGR. PACITTI LORETO ANTONIO (Picinisco, FR) Presidio e Arca del Gusto                      Slow Food

●            PRATINI GIORGIO DITTA INDIVIDUALE (Paliano, FR)

●            SOC.AGR. TENUTA IL MELOGRANO srl (Vasanello, VT)

●            A&M GROUP SRL (San Felice circeo, LT)

●            AZIENDA AGRICOLA SILVI SABINA SAPORI di Domenico Silvi (Palombara Sabina,                RM)

●            SCHICHININA’ SOC AGR. A R. L. (Terracina, LT)

●            FRATELLI IZZI S.R.L. (Fondi, LT)


Scopri di più da Gazzetta di Roma

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.