A un mese dall’apertura, dal 30 gennaio al 1° marzo, il Centro della Fotografia di Roma allestito nell’ex Mattatoio di Testaccio ha registrato 10.707 ingressi, confermandosi come una delle nuove realtà culturali più dinamiche della Capitale. Il dato rafforza la scelta dell’amministrazione capitolina di trasformare un luogo storico dell’archeologia industriale in un polo dedicato alla fotografia contemporanea.
Un successo che conferma la necessità di un centro dedicato alla fotografia
Umberto Marroni, delegato del Sindaco alla Valorizzazione del Mattatoio e amministratore delegato della Fondazione Mattatoio, ha evidenziato come il numero di visitatori dimostri la forte attesa per un centro interamente dedicato alla fotografia a Roma. Marroni ha sottolineato che la qualità delle mostre inaugurali, tra cui la collaborazione con la MEP – Maison Européenne de la Photographie di Parigi e l’esposizione dei capolavori di Irving Penn, stia contribuendo in modo decisivo al successo del nuovo spazio. Ha inoltre rimarcato l’interesse crescente dei visitatori stranieri e la capacità del padiglione rigenerato di coniugare funzione espositiva e fascino industriale.
Un’infrastruttura culturale che racconta la trasformazione della città
Per Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura, il Centro della Fotografia rappresenta una delle infrastrutture culturali più significative per la cittadinanza. L’ampia partecipazione del pubblico nel primo mese testimonierebbe il desiderio delle romane e dei romani di vivere uno spazio culturale aperto, vitale e polivalente, in continuità con la vocazione del Mattatoio. L’assessore ha aggiunto che l’amministrazione intende proseguire con mostre di alto profilo e con un dialogo costante con gli operatori culturali presenti nel complesso.
La Fondazione Mattatoio punta a una “Città delle Arti”
Manuela Veronelli, presidente della nuova Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti, ha interpretato il risultato come una conferma della rilevanza del progetto di rigenerazione culturale e urbana dell’ex complesso industriale. Veronelli ha spiegato che la Fondazione mira a costruire una vera e propria Città delle Arti, un luogo in cui fotografia, teatro, musica e pratiche interdisciplinari possano intrecciarsi, dando vita a uno spazio pubblico, aperto, inclusivo e pienamente attraversabile.
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