Case popolari in via Vasco de Gama a Ostia, dopo i “crolli” partono le denunce

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Un flash mob e una denuncia formale per “costringere” Ater e Roma Capitale ad intervenire sulle case popolari di viale Vasco De Gama, 90.

E’ quanto accaduto oggi ad Ostia, dopo il recente intervento dei Vigili del Fuoco Comando di Roma, sollecitati dai residenti, al fine di mettere in sicurezza lo stabile, soggetto al distacco di pezzi di intonaco e frontalini dai balconi.

Che la situazione sia davvero pericolosa, è stato stabilito dagli stessi pompieri che hanno interdetto l’area sottostante al cortile delle palazzine F e G di viale Vasco De Gama 90, impedendo anche l’uso dei balconi degli interni 3 e 7 della palazzina.

L’intervento dei Vigili del fuoco, però – ha sottolineato Maricetta Tirrito,  Presidente del Laboratorio Una Donna per la tutela dei diritti dei deboli, nella denuncia formale presentata alla Questura – non ha garantito la messa in sicurezza effettiva dello stabile, poiché la zona è stata transennata con una rete blanda in materiale plastico facilmente rimovibile, che è stata, tra l’altro, già vandalizzata e resa ulteriormente poco efficace.

Del caso se ne è occupata la Lega X Municipio, con Monica Picca, che si è attivata per le attività  connesse alla pubblica amministrazione, nel tentativo di sensibilizzare un intervento risolutivo, coadiuvata da Massimiliano Metalli e Antonella Riti, con il sostegno di Mauro Ferri.

“Gli stessi Vigili del fuoco – prosegue Tirrito – hanno chiarito come sia necessario da parte del gestore dell’immobile Ater (Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Roma) far verificare la situazione da parte di tecnico qualificato e responsabile, per attivare urgenti lavori di assicurazione, consolidamento e ripristino della struttura.

Indicazioni – conclude Tirrito – a tutt’oggi inevase, colpevolmente ignorate dalla politica locale e dai vertici dell’Ater. Un’indolenza inaccettabile, che ci ha visti accanto ai cittadini non sono nella protesta davanti alla sede del Municipio, con un flash mob partecipato, ma con la produzione di atti amministrativi e denunce formali. Non possiamo far passare sotto silenzio l’impossibilità dei residenti a godere e disporre pienamente delle loro abitazioni, nonché il rischio di essere soggetti a infortuni e gravi lesioni”.