CAPUT MUNDI

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Appena giunto nella mia città, il visitatore viene accolto sin da lontano dalla magnificenza del passato che sembra volger saluto, finanche narrare la storia dei secoli addietro che hanno visto il susseguirsi di tante vicende. All’imbrunire il tramonto fa la sua comparsa nei vicoli; riflessi di luce irradiano dai campanili delle chiese guide luminose come a indicar la via. Scorci caratteristici riportano la mente a un tempo trascorso quando uomini e donne che vi risiedevano erano vicini. Si condivideva tutto persino la speranza di un domani migliore. Talvolta si ha l’impressione di udire ancora ragazzi festosi, intenti in giochi retaggio di un’epoca autentica, mentre nuvole all’orizzonte dispongono un mosaico che ammalia i sensi nei pomeriggi autunnali fino al momento in cui di notte si possono osservare, da lontano, luci fioche assai romantiche. Silenzi d’inverno narrano di matematici, filosofi e menti illustri come tuoi figli. Passeggiando tra i musei, praticamente in ogni dove si ha l’impressione di compiere un viaggio nella mente di coloro che concepirono tanta bellezza. La poesia patrimonio fondamentale della cultura poiché questa ovunque nei territori lungo mari e monti. Fu scritta è resa immortale da letterati cui nome nei secoli divenne riferimento poiché apice di una nuova era del sapere. Difficile immaginare un posto dove tempo, natura e popolazioni abbiano operato in modo migliore, rendendo ogni cosa irripetibile. Perfino non osservando con attenzione, un particolare qualsivoglia donerà a colui che lascia andare il cuore libero, lo splendore assoluto.

La mia città? l’Italia tutta, poiché paese più bello al mondo non c’è.

Vincenzo Naturale