Bologna-Lazio 0-1. C’era un solo modo per cancellare la settimana più amara dell’estate biancoceleste, e la Lazio lo ha trovato nel posto più difficile: il Dall’Ara. Sette giorni dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia – quel 2-0 casalingo incassato dal Mantova che aveva fatto rumore all’Olimpico – la squadra di Gennaro Gattuso apre il campionato con una vittoria di sostanza, firmata dall’uomo più atteso del mercato di Lotito: Davide Frattesi.
Una Lazio che soffre e non si spezza
Non è stata una serata di champagne, ed è forse questo il dato più confortante per il popolo laziale. Perché le squadre di Gattuso si riconoscono proprio da queste partite: sporche, tirate, decise da un episodio e difese con le unghie fino al sesto minuto di recupero. Al Dall’Ara la Lazio ha giocato quasi un’ora sotto ritmo, ha perso per infortunio Marusic dopo diciannove minuti e Dele-Bashiru a metà ripresa, eppure non ha mai dato la sensazione di essere in balia dell’avversario.
L’avvio era stato anche promettente: all’8’ Zaccagni si era liberato in area dopo un bello scambio con Dia, senza però dare il giro giusto al destro. Poi la partita si è incattivita – cinque ammoniti già all’intervallo – e il Bologna di Tedesco, all’esordio sulla panchina rossoblù dopo l’addio di Italiano, ha cominciato ad alzare il baricentro. Una rete di Boulaye Dia è stata annullata per fuorigioco, mentre nel finale di frazione Mandas ha tolto la gioia del gol a Helland.
Il colpo di Frattesi: cinque minuti per prendersi la Lazio
Il secondo tempo si era aperto nel modo peggiore: Ferguson crossa, Odgaard incorna da distanza ravvicinata e Mandas si inventa un riflesso da applausi. Era il segnale che il Dall’Ara stava prendendo il sopravvento. Poi, al 54’, il destino ha fatto la sua parte. Dele-Bashiru si ferma, Gattuso è costretto al cambio e getta nella mischia Davide Frattesi, la scelta che tutti avevano invocato alla vigilia e che il tecnico aveva sorprendentemente rimandato.
Cinque minuti dopo, il gol. Un triangolo di prima con Dia, che lo serve con un tocco di tacco delizioso, l’inserimento in area di rigore che è il marchio di fabbrica dell’ex Inter, il piatto destro che batte Skorupski. Il settore ospiti, gremito di tifosi arrivati da Roma, esplode. È il primo gol in biancoceleste di Frattesi, ed è di quelli che pesano tre punti.
Mandas e Doekhi, i due muri del finale
Il Bologna reagisce con rabbia e per venti minuti la Lazio deve resistere. Al 76’ Bernardeschi calcia una punizione velenosa: Mandas ci mette i guanti e il pallone finisce sul palo. Sugli sviluppi del corner è ancora Frattesi, questa volta in versione difensore, a spazzare sulla linea la conclusione di Helland. Pochi istanti dopo Rowe si presenta a tu per tu con il portiere greco, che chiude lo specchio con un’uscita coraggiosa.
Dietro, la coppia centrale ha retto senza sbandare: Doekhi ha vinto il duello fisico prima con Piccoli e poi con Dovbyk, mentre Provstgaard ha accompagnato con personalità. All’89’ Isaksen avrebbe potuto chiuderla in contropiede, ma il suo errore non ha avuto conseguenze. Dopo sei minuti di recupero, il triplice fischio ha consegnato alla Lazio la prima gioia stagionale.
Cosa resta a Gattuso
Restano tre punti e restano soprattutto delle indicazioni. La prima: questa Lazio ha finalmente un centrocampista capace di attaccare l’area, e Frattesi lo ha dimostrato in appena mezz’ora di gioco. La seconda: Dia, spesso al centro delle critiche, ha confezionato l’assist decisivo con una giocata di alta scuola. La terza, forse la più importante: la squadra ha saputo difendere un vantaggio minimo in trasferta, cosa che nella passata stagione non era mai stata scontata.
Restano anche le ombre. I due infortuni di serata – Marusic e Dele-Bashiru – preoccupano in un reparto che non abbonda di alternative, e il gioco offensivo è ancora tutto da costruire. Ma alla prima giornata, dopo l’umiliazione con il Mantova, quello che serviva era ripartire. La Lazio è ripartita da Bologna con la faccia giusta: tre punti, porta inviolata e la sensazione che Gattuso stia già lasciando il segno.
Prossimo appuntamento all’Olimpico, dove i biancocelesti attendono il Genoa per confermare che questa non è stata solo una serata fortunata.
a cura di Pierpaolo Di Leva
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