ASL ROMA 2: SECONDO SCIOPERO DEI LAVORATORI DEL CENTRALINO/FAX

0
192
Funshopping.it crea la tua vetrina gratis per vendere on line - acquista migliaia di prodotti con sconti fino al 70%

25 febbraio MANIFESTAZIONE A MONTECITORIO ore 15.30
26 febbraio PRESIDIO ALLA REGIONE LAZIO ore 10
I lavoratori del Centralino/Fax presso l’Ospedale “Sandro Pertini” hanno proclamato altre due giornate di sciopero, dopo quello del 21 dicembre (riuscito con la piena adesione dei
lavoratori) e diversi incontri con la coop. Acapo e la Direzione della ASL Roma 2, .
La ASL RM2 copre un territorio vasto con il 45% della popolazione del Comune di Roma
e il centralino/fax (attivo H24 per 365 giorni l’anno), è l’anello di congiunzione tra gli uffici, i medici, il pronto soccorso, l’amministrazione pubblica (dalla giustizia a quella veterinaria), i tre ospedali Pertini, CTO, S.Eugenio, e i cittadini che vi si rivolgono per avere accesso alle cure, un diritto garantito dalla Costituzione. Tanto più in questo periodo di emergenza sanitaria. Ad un mese dall’essere stati colpiti dal COVID con turni massacranti di 12 ore, i lavoratori hanno turni di notte / domenica / festività con un organico di due operatori, macchinari obsoleti e minime garanzie sulle condizioni di sicurezza nell’ufficio.
La chiusura totale da parte della ASL Roma 2 a qualsiasi proposta fatta dal sindacato
ne dimostra la vera linea politica “aziendale”: massimo risparmio (da verificare) a costo dello sfruttamento (certo) dei lavoratori e la messa a rischio della salute dei cittadini.
Sono decenni che si “esternalizzano” servizi essenziali del Sistema Sanitario: infermieri,
operatori socio sanitari, pulizie, amministrativi, mense, vigilanza e il centralino/fax. Con una pletora di contratti di lavoro, un giro di appalti e spesso cause per la loro gestione, che si tramutano in tagli dei salari e delle garanzie occupazionali e di sicurezza. La ASL Roma 2
non fa eccezione, gli unici concorsi sono per risorse esigue e a tempo determinato.
Lo stesso appalto per il centralino/fax ha visto delle “anomalie” tra cui il mancato
riconoscimento dell’effettiva funzione del servizio e la ripetizione di contratti precari fino a quel momento, “anomalie” di cui tutte le autorità sono state avvisate, compresa la Regione Lazio.
La cooperativa Acapo, aggiudicataria dell’appalto Consip, se non ricontratta la riduzione
delle ore si trova oggettivamente nella stessa posizione: per mantenere i costi sotto controllo, diviene “il guardiano” dei lavoratori, snaturando anch’essa la sua funzione “sociale”.
I lavoratori del centralino/fax rivendicano:
• il riconoscimento dei carichi effettivi di lavoro e conseguente aumento delle ore per
l’appalto, almeno come era stabilito nella prima Delibera n° 623 del 9 Marzo 2020;
• condizioni di sicurezza e contrattuali uguali e rispetto della dignità per tutti i lavoratori
• l’apertura di un tavolo presso la Regione Lazio per l’internalizzazione del servizio e dei
lavoratori
Governo e Regione hanno responsabilità precise e il “nuovo programma” che si sono dati
continua a seguire la logica del finanziamento a dirigenti e privati, escludendo gli interessi dei lavoratori: avere condizioni di vita e di lavoro degne, sia quando prestano servizio nelle
strutture pubbliche sia quando richiedono assistenza sanitaria!
Per questo abbiamo aderito e parteciperemo alla mobilitazione nazionale della CUB del 25 febbraio manifestando a Montecitorio contro
l’ASSALTO PADRONALE AL RECOVERY FUND!

compra mi piace facebook, follower instagram, follower tik tok, ed  aumenta la tua visibilità del 300% in soli 2 giorni

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui