Agea, Vitale: «I dati sono il nuovo petrolio dell’agroalimentare italiano»

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 Il patrimonio dei dati agricoli come asset strategico per la crescita dell’Italia e la competitività dell’agroalimentare nazionale. È questa la prospettiva indicata da Fabio Vitale, direttore di AGEA – Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, che pone l’accento sulla trasformazione digitale dell’ente e sul valore crescente delle informazioni generate e analizzate attraverso tecnologie avanzate, satelliti e intelligenza artificiale.

In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, inflazione e cambiamenti climatici, il dato agricolo assume infatti una funzione che va ben oltre quella amministrativa: diventa uno strumento per programmare le politiche pubbliche, prevenire i rischi, tutelare le imprese e sostenere la competitività dell’intero sistema agroalimentare italiano.

AGEA, un patrimonio di oltre 230 terabyte di dati

I numeri descrivono la dimensione dell’infrastruttura informativa gestita dall’Agenzia. Secondo quanto evidenziato da Vitale, l’asset informativo di AGEA è oggi capitalizzato in circa 11 milioni di euro, mentre sono oltre 230 terabyte i dati quotidianamente alimentati e analizzati.

Una mole di informazioni che può rappresentare una risorsa strategica per conoscere in maniera sempre più dettagliata l’evoluzione del territorio agricolo italiano e supportare le decisioni delle istituzioni.

“In un contesto globale caratterizzato da forti incertezze geopolitiche, spinte inflattive e crisi climatiche, il patrimonio informativo di Agea smette di essere un mero registro burocratico per diventare un vero e proprio bene rifugio e una leva di competitività senza precedenti per il Sistema Paese”.

Per Vitale, quindi, valorizzare il dato significa trasformarlo in prevenzione e tutela del sistema primario, mettendo le informazioni a disposizione di una politica agricola maggiormente fondata su elementi misurabili.

Satelliti e intelligenza artificiale per l’agricoltura italiana

Un ruolo centrale in questa trasformazione è ricoperto dalle nuove tecnologie. Satelliti e intelligenza artificiale consentono di raccogliere, incrociare e interpretare grandi quantità di informazioni relative alle superfici agricole e all’evoluzione del territorio.

L’obiettivo indicato da AGEA è trasformare questa capacità tecnologica in strumenti concretamente utilizzabili per il sistema agricolo.

“Con un asset informativo oggi capitalizzato in circa 11 milioni di euro, oltre 230 terabyte di dati quotidianamente alimentati e analizzati – spiega Vitale – la nostra missione è quindi trasformare i dati ottenuti da satelliti e intelligenza artificiale in strumenti di trasparenza e tracciabilità”.

Una maggiore conoscenza del territorio può contribuire non soltanto a rendere più efficienti i processi amministrativi, ma anche a rafforzare la capacità di prevenire e gestire criticità legate agli eventi climatici e alle trasformazioni del settore primario.

Dati e tracciabilità per rafforzare il Made in Italy

La valorizzazione del patrimonio informativo assume inoltre una dimensione economica e internazionale.

Secondo Vitale, trasparenza e tracciabilità possono diventare fattori determinanti per attrarre capitali internazionali e proteggere la reputazione del Made in Italy agroalimentare.

La possibilità di disporre di informazioni sempre più precise sulla produzione e sul territorio rappresenta infatti un elemento importante in un mercato globale nel quale consumatori, investitori e operatori economici chiedono maggiori garanzie sulla provenienza e sulla sostenibilità delle produzioni.

Il dato diventa così parte integrante della competitività del prodotto italiano e uno strumento per rafforzarne credibilità e posizionamento internazionale.

AGEA da ente erogatore a hub di intelligenza territoriale

La trasformazione digitale comporta anche una ridefinizione del ruolo istituzionale dell’Agenzia.

“Non siamo più solo un ente erogatore, ma un hub di intelligenza territoriale capace di tradurre il dato in una politica industriale misurabile”.

Una definizione che evidenzia l’obiettivo di utilizzare l’enorme quantità di informazioni disponibili non soltanto per la gestione degli aiuti, ma anche per fornire al Governo strumenti conoscitivi utili alla definizione delle politiche agricole e industriali.

Il patrimonio informativo può quindi diventare una base per valutare gli effetti degli interventi pubblici, individuare le criticità territoriali e orientare con maggiore precisione le risorse.

Tutela degli agricoltori e politiche europee

Il sistema informativo di AGEA può avere un peso rilevante anche nel rapporto tra Italia e istituzioni europee.

Secondo Vitale, la capacità di produrre e analizzare dati affidabili consente di fornire al Governo italiano un supporto strategico nelle sedi comunitarie, contribuendo a rappresentare con maggiore precisione le esigenze dell’agricoltura nazionale.

In un momento nel quale le politiche agricole europee sono chiamate a confrontarsi con sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare, competitività delle imprese e conseguenze degli eventi climatici estremi, la disponibilità di dati verificabili assume un’importanza crescente.

Abbandono dei terreni e accesso alla terra per i giovani

Tra le sfide strutturali indicate da Vitale emerge infine quella dell’abbandono fondiario, fenomeno che interessa diverse aree del Paese e che può avere conseguenze economiche, ambientali e sociali.

La conoscenza puntuale delle superfici e del loro utilizzo può contribuire a individuare i terreni inutilizzati e a costruire politiche più efficaci per favorirne il recupero.

Un tema direttamente collegato a un’altra priorità del settore: facilitare l’accesso alla terra per i giovani che intendono investire nell’agricoltura.

La strategia delineata da AGEA attribuisce quindi ai dati una funzione sempre più ampia: non soltanto controllo e gestione amministrativa, ma strumento di politica economica, agricola e territoriale.

In questa prospettiva, il “petrolio” dell’agroalimentare italiano non è rappresentato soltanto dalla qualità delle produzioni, ma anche dalla capacità del Paese di conoscere, misurare e valorizzare il proprio patrimonio agricolo attraverso tecnologia, dati e intelligenza artificiale.


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