È stato teatro di storiche battaglie e strategica via d’accesso alla città, rimasto in piedi nonostante le piene del Tevere e gli assedi militari, è poi diventato luogo simbolo della movida e delle promesse d’amore. Ponte Milvio è tra i più importanti ponti di Roma, nonché uno dei più antichi (la sua origine risalirebbe al III secolo a.C.). Intorno al 220 a.C., ai tempi della realizzazione della via Flaminia, fu ricostruito passando dal legno alla muratura e poi restaurato nel 109 a.C. dal censore Marco Emilio Scauro. Pur essendo “extra urbem”, ossia fuori delle mura della città, ha sempre ricoperto un ruolo cruciale per la sua posizione strategica tra le vie consolari Flaminia, Cassia e Clodia.Originariamente fu chiamato “Mulvius”, nome che probabilmente deriva dalla famiglia Mulvia che lo avrebbe commissionato, per poi essere denominato dal popolo, nel corso Medioevo, “Ponte Mollo”, pare a causa del crollo di un’arcata centrale e di una presunta instabilità del ponticello in legno successivamente installato. Altra ipotesi è che il termine derivi dall’espressione romana “andare a mollo”, in riferimento alle piene del Tevere che spesso sommergevano il ponte, il primo scoglio che il fiume incontrava entrando in città.
LA STORIA
Nel 312 d.C. fu teatro della celebre battaglia che, si narra, venne anticipata dalla storica conversione dell’imperatore Costantino che, accampato nei pressi del ponte, ebbe la visione di una croce con una scritta: “In hoc signo vinces” (sotto questo segno vincerai). Sconfiggendo Massenzio, Costantino I divenne imperatore unico d’Occidente.
Nel Medioevo, il ponte subì ulteriori danneggiamenti a cui, nel 1429, Papa Martino V cercò di ovviare affidando i lavori di restauro all’architetto Francesco di Genazzano.
Nel 1805, Papa Pio VII commissionò nuovi interventi affidandoli al famoso architetto Giuseppe Valadier che ne progettò il riassetto, inserendo le arcate esterne al posto dei ponti levatoi ed edificando una porta fortificata, la torre in stile neoclassico, conosciuta con il nome di Torretta Valadier. L’architetto eliminò ogni elemento ligneo e nel 1825 decise di collocare all’entrata nord le statue degli apostoli Pietro e Paolo, realizzate dallo scultore Francesco Mochi, che furono poi trasferite nel 1955 a Palazzo Braschi per un lavoro di restauro. Lì rimasero fino al 2016 quando venne deciso di riportarle nella collocazione per la quale erano state originariamente progettate: la Basilica di S. Giovanni dei Fiorentini (le statue che vediamo oggi sono copie realizzate e posizionate nel 2001).
Nel 1849 Garibaldi fece distruggere una parte dell’arco e della pavimentazione del ponte per rallentare l’avanzata delle truppe francesi.
Da allora, la struttura ha subito diversi rimaneggiamenti fino ad assumere la sua funzione attuale di passaggio pedonale (fino al 1985 era adibito anche al traffico delle auto!).
Nel 2021, ACEA, ha dotato la Torretta Valadier di una nuova illuminazione artistica che, attraverso 16 proiettori a led a risparmio energetico, ne esalta le forme e l’architettura.

LA STRUTTURA
Ponte Milvio è lungo 132 metri e largo 15,5, costituito da sei arcate e realizzato principalmente da blocchi di tufo. La struttura si compone di quattro arcate maggiori e due laterali minori.
ITINERARIO OLTRE I CONFINI
Venerdì 1 agosto, la Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, ha organizzato una visita guidata (gratuita) dedicata a Ponte Milvio attraverso l’analisi di epigrafi, iscrizioni ed elementi decorativi che testimoniano la storia del monumento dalle sue origini. Il progetto rientra all’interno dell’iniziativa “Speciale Giubileo 2025 – Itinerario oltre i confini” per sensibilizzare i cittadini sui temi della salvaguardia del patrimonio culturale e spiegare l’importanza degli interventi di restauro a fronte dei fenomeni di degrado a cui i monumenti sono esposti.
L’appuntamento è nei pressi della Torretta del Valadier (lato viale di Tor di Quinto), l’itinerario si svolge in italiano alle ore 17 e in inglese alle ore 18. Prenotazione obbligatoria allo 060608 (attivo tutti i giorni dalle ore 9 alle 19), massimo 25 partecipanti (durata della visita 90 minuti).
LUCCHETTI
Per anni il ponte è diventato per tantissimi giovani il luogo dove scambiarsi le promesse d’amore attraverso un gesto simbolico: appendere un lucchetto, firmandolo con le iniziali e gettando la chiave nel Tevere. L’idea tratta dal romanzo “Ho voglia di te” di Federico Moccia, si è rapidamente diffusa in tutto il mondo. Dal 2012 i lucchetti sono stati rimossi per una questione di decoro urbano e sicurezza, legata alla stabilità dei lampioni, ricoperti ormai da chili di ferro.
PONTE FLAMINIO
Da Ponte Milvio è possibile ammirare Ponte Flaminio, dove è in corso un duplice intervento di messa in sicurezza e valorizzazione che riguarda l’intera struttura. L’operazione mira alla pulitura e alla protezione delle superfici attraverso l’apposizione di un particolare olio che protegge maggiormente il travertino e rende più semplice la rimozione delle scritte.

PARCO D’AFFACCIO OASI DI PONTE MILVIO
Tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio, lo scorso giugno è stato inaugurato anche uno dei cinque nuovi parchi d’affaccio, realizzati dal Dipartimento Tutela Ambientale grazie ai fondi giubilari. Una grande operazione di bonifica ha consentito di trasformare un’area inaccessibile e degradata in un’oasi naturalistica di 6,5 ettari, dotata di nuovi percorsi con passerelle che permettono ai visitatori di immergersi in uno spazio fluviale rigenerato e arricchito di nuovi arbusti e piante. Tre le aree di sosta, realizzate in legno, che si snodano lungo tutto il percorso e coniugano la vocazione naturalistica del parco con quella storico-archeologica.

Scopri di più da Gazzetta di Roma
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.






































