A.N.I.M.A.

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il film di Pino Ammendola e Rosario Maria Montesanti che, giocando
con l’acronimo di Atassia Neuro Ipofisaria Monolaterale Acuta, racconta le
vicissitudini di Anio Modòr, politico superficiale, lontano anni luce dal concetto di
“bene comune” e la sua presa di consapevolezza delle conseguenze. delle proprie
azioni e di un fare politica sordo e ignavo.
Nel cast, oltre a Pino Ammendola – protagonista di film e di fiction di successo così
come di tanta storia teatrale – che veste i panni dell’Onorevole Modòr, ci sono:
Adolfo Margiotta, Massimo Olcese, Andrea Roncato, Franco Oppini, Giorgio Gobbi,
Maria Letizia Gorga, Massimo Corvo, Paolo Buglioni, Mino Caprio e tanti altri. Un
cast nel quale ritroveremo alcune delle voci eccellenti del doppiaggio italiano.
La colonna sonora originale del film è firmata da Alberto Pizzo, pianista e
concertista di fama internazionale nonché erede riconosciuto di Luis Bakalov. Gli
arrangiamenti sono di
Giovanni Bakalov. Fra le
musiche del film due
splendidi brani firmati dalla
mitica PFM: The Lesson,
titletrack del film (e
peraltro anche video
ufficiale del nuovo album
della PFM) e la ben notaSinossi
Il politico e parlamentare Anio
Modòr entra in coma e si risveglia
in una sorta di inferno laico: un
vecchio aereo, un DC3 Dakota
Douglas (l’aereo del film
Casablanca) fermo su un piazzale
sotto un terribile temporale. Ad
accoglierlo lo Steward K666
(Adolfo Margiotta) affiancato da
un Tutor (Massimo Olcese).
I due gli illustrano il suo destino: trasmessi su un monitor, vedrà per l’eternità, le
conseguenze delle sue azioni che hanno condizionato la vita di tante persone creando
danni irreparabili, senza che lui se ne sia mai reso conto. Dopo aver visionato i primi
peccati e le relative conseguenze, Modor riesce a fuggire dall’aereo e percorso un lungo
tunnel si trova davanti alla casa della sua infanzia. È il giorno del suo ottavo compleanno
e Anio bambino sta festeggiando con la madre e il padre. Quel luogo onirico è una sorta
Paradiso, dove chi ha vissuto con altruismo ed amore per il prossimo, rivive i momenti più
felici della propria vita e, dopo un lungo sonno ne perde coscienza, per poterli rivivere
all’infinito come se fosse la prima volta. Modòr viene poi processato da tre giudici, una
donna, un barbone e un uomo di colore, che gli chiedono di riconoscere le proprie colpe.
L’onorevole si rifiuta così verrà condannato a rispondere di fronte a Lui… colui che è più
in alto di tutti. “Lui” è semplicemente Anio di otto anni, che rimprovera se stesso
dicendogli di aver fatto male i compiti. Quando il bambino lo congeda Modòr si sveglia dal
coma con la consapevolezza che la sua condanna è solo rimandata.

a cura di Gabriella Chiarappa

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